
Base Scientifica
Gli occhi sono una finestra sul cervello
La risposta della pupilla alla luce, nota come riflesso pupillare alla luce (Pupillary Light Reflex, PLR), è un riflesso involontario regolato dal sistema nervoso autonomo.
Poiché le dinamiche del PLR sono direttamente collegate alla funzione del sistema nervoso centrale, le variazioni del PLR possono indicare alterazioni neurologiche associate a uno stato neurocognitivo compromesso.
Cosa misura OPTOVERA Scan
Scan analizza molteplici caratteristiche del PLR, identificando deviazioni dalla linea di base individuale che possono indicare alterazioni neurologiche.

L'importanza del hardware
Scan standardizza le condizioni necessarie per misurazioni pupillari affidabili, grazie a un visore opaco e a uno smartphone configurato appositamente per OPTOVERA.

Come funziona
Il lavoratore esegue un test breve e standardizzato in condizioni controllate. La fotocamera dello smartphone registra la risposta pupillare con illuminazione controllata all’interno del dispositivo Scan.

Ideato per l’impiego sul campo
Pensato per il luogo di lavoro, non per il laboratorio: test per il pre-turno, il rientro al lavoro e l’autorizzazione alle attività ad alto rischio.


OPTOVERA Scan
La verifica dello stato di vigilanza più affidabile
Negli ambienti ad alto rischio, è necessario un segnale obiettivo — non autodichiarazione, interpretazione soggettiva o sintomi in fase avanzata.
OPTOVERA Scan utilizza la pupillometria per misurare il Riflesso Pupillare alla Luce (PLR) — un riflesso neurologico involontario che non può essere controllato consciamente — fornendo un indicatore imparziale e resistente alla manipolazione delle alterazioni neurologiche, indipendentemente dalla causa sottostante.
Benefici:
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Risultato oggettivo e coerente
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Intrinsecamente resistente a manipolazioni
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Segnale di idoneità indipendente dalla causa
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Informazione immediatamente utilizzabile sul campo
Conclusione: Trasforma lo stato neurocognitivo da supposizione a segnale misurabile — così i team possono agire prima e prevenire incidenti.
Limiti di altri approcci



Wearables
Indiretto e non progettato per rilevare alterazioni neurologiche
Vehicle Camera
Reattivo, non preventivo
I test PVT valutano il livello di vigilanza chiedendo agli utenti di rispondere a stimoli visivi, misurando il tempo di reazione e i cali di attenzione. Nella pratica, i risultati dipendono fortemente dall’impegno e dalla collaborazione, rendendo più difficile garantire coerenza in contesti operativi.
Limitazioni:
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Richiede attenzione prolungata e partecipazione attiva
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I risultati possono essere influenzati da motivazione, distrazioni o comportamenti intenzionali
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I protocolli validati scientificamente durano ~10 minuti; le versioni commerciali più brevi spesso riducono l’affidabilità
Conclusione:
I PVT misurano la performance in un compito, non una risposta neurologica involontaria. Questo introduce bias e variabilità, particolarmente problematici nelle operazioni reali.
I wearable tracciano segnali come la frequenza cardiaca, la saturazione di ossigeno e la temperatura cutanea. Queste metriche possono essere utili per monitorare trend di benessere, ma offrono solo indicatori indiretti della prontezza cognitiva.
Limitazioni:
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Nessuna misurazione diretta della funzione neurologica
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L’accuratezza varia ampiamente in base alla persona e al contesto
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Richiedono utilizzo continuo e sincronizzazione regolare
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Capacità limitata di rilevare alterazioni dovute a fatica, sostanze o traumi
Conclusione:
I wearable non sono stati progettati per valutare il livello di vigilanza e possono offrire un senso di sicurezza parziale o fuorviante nei casi d’uso critici per la sicurezza.
I sistemi basati su telecamere analizzano i tratti del viso, la chiusura degli occhi o la posizione della testa per rilevare distrazione o sonnolenza, spesso quando l’alterazione neurologica è già evidente.
Limitazioni:
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Si concentrano sul comportamento visivo, non su segnali neurologici precoci
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Non sono in grado di rilevare alterazioni legate a sostanze o traumi
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Intervengono solo quando la performance è già compromessa
Conclusione:
Le telecamere aiutano a individuare sintomi in fase avanzata, ma non forniscono l’evidenza oggettiva e precoce necessaria per la prevenzione.